Da 214 anni la sventoliamo con onore.

Da 214 anni la sventoliamo con onore.

Il 7 Gennaio 1797 nasceva a Reggio Emilia il tricolore italiano come bandiera della Repubblica Cispadana.Nell’articolo 12 della Costituzione si legge: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.

Nonostante il Verde speranza sia colore del basilico e delle nostre pianure, il Bianco dei ghiacciai delle alpi rappresenti anche la fede cattolica e la mozzarella, il Rosso del pomodoro rappresenti anche la carità e il sangue dei nostri italiani morti per l’Italia Unita il significato del tricolore è ben altro.Il Bianco e il Rosso erano i colori in uso in quasi tutto il Nord in epoca di invasione Napoleonica dopo le fortune che ebbero Milano e Genova(lo esportò anche in Inghilterra) con questo vessillo. Mentre il Verde era già presente negli araldi degli Sforza, dei Visconti ed era già il colore della guardia civica Bolognese. Insomma il Bianco-Rosso-Verde era già prima del 1797 tipico dell’Italia.

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C’è chi muore per la patria. Ricordiamoli per sempre.

C’è chi muore per la patria. Ricordiamoli per sempre.

Il 2010 non poteva finire in peggior maniera. Un’altro dei nostri ragazzi presenti in Afghanistan per difendere la pace è stato ucciso da un colpo di un cecchino.

Matteo Miotto, 24 anni, originario di Thiene, Vicenza, era un Alpino in forza al 7° reggimento di Belluno stanziato del distretto del Gulistan.Matteo sapeva benissimo quali pericoli correva facendo il militare e cosa voleva dire trovarsi in Afghanistan in missione.

Lo sapeva talmente bene che quando tornava a casa si confrontava con i ragazzi del luogo, raccontandogli com’era la vita del militare. Raccontava che lui difendeva la Patria, che erano i valori che provava per la sua terra e la sua bandiera che lo spingevano a vivere. Credeva così tanto nella sua missione che non si accontentava di come sono trattati i Militari italiani ma auspicava che tutta l’ammirazione che viene mostrata nei confronti delle forze armate quando muore qualcuno fosse sempre presente. Consigliava ai ragazzi di intraprendere la vita militare. Matteo ci credeva.Non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo che muore per la Patria, ma in questi giorni in cui un terrorista assassino si trova in Brasile senza pagare in Italia per quello che ha commesso il senso di rabbia è sempre più forte.

Da una parte c’è un ragazzo che ha donato la sua vita per un ideale mentre dall’altra c’è un assassino che rinnega e denigra l’Italia.In alto i Cuori per Matteo. Un ragazzo che credeva nella sua terra, nella sua patria, nella propria missione. Un esempio per tutti i giovani di oggi.

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La mia riforma elettorale.

La mia riforma elettorale.

In questo periodo di fermento politico, o presunto tale, tutti si cimentano in previsioni a lungo termine. Io che seguo come tutti gli altri gli avvenimenti “romani” ho cercato di dare una risposta a una questione che tutti i parlamentari avranno, più o meno pubblicamente, cercato di dare. Certamente non possiamo dare la colpa a questo metodo elettivo per la nostra risicata maggioranza alla camera, ma semmai dobbiamo trovare il colpevole in chi ha scelto di non stare con il presidente designato per la propria lista di elezione.

Il CentroSinistra è da un po’ di tempo che auspica di mutare metodo d’elezione perchè naturalmente cerca una riforma che lo faccia vincere nonostante prenda meno voti mentre il CentroDestra ultimamente sembra volenteroso di modificare questa legge ma comunque non sono state ancora avanzate proposte concrete e c’è sempre confusione.

Qualche cambiamento secondo me può essere fatto e il modo di eleggere i nostri rappresentanti può essere migliorato. Innanzitutto secondo me dobbiamo portare i rappresentanti ad essere più vicini al territorio e a sentirsi realmente portatori di una serie di principi e volontà di un elettorato reale.

– ABBASSARE L’ETA’ dell’elettorato passivo a quello attivo dovrebbe essere un cambiamento giusto sia per svecchiare la politica e anche perchè la differenza di 22 anni fra un “semplice elettore” della Camera e un possibile eletto del Senato sono secondo me troppi.

– Stabilire un “VINCOLO DI MANDATO” per far si che nessun esponente eletto in una lista che esprimeva un candidato premier possa cambiare bandiera in parlamento tradento la volontà elettorale.

– DIMINUIRE drasticamente i RIMBORSI ELETTORALI ai partiti. Le cifre attuali sono esagerate perchè si allungano per 5 anni anche in caso di nuove elezioni. Per di più si accumulano con quelli delle legislature precedenti. E’ troppo facile fare politica con tutti quei soldi, la militanza deve essere sacrificio e volontà.Per quanto riguarda il vero e prorpio metodo di elezione ho sempre mostrato una grande ammirazione per le preferenze, che fanno in modo di stringere un legame forte e sentito con i cittadini. Alcuni, anche nel mio partito, sollevano il problema della vendita di pacchetti di voto anche da parte di organizzazioni non proprio legali ma credo che il problema si possa in un certo modo risolvere diminuendo la grandezza delle circoscrizioni.

CAMERA DEI DEPUTATI

Io instaurerei dei COLLEGI PROVINCIALI per quanto riguarda la CAMERA. Il metodo elettorale resterebbe lo stesso (premio di maggioranza assegnato su base nazionale) ma invece che distribuire i seggi su base regionale sarebbero distribuiti su BASE PROVINCIALE. Naturalmente la condizione necessaria per essere candidati in una tale provincia deve essere quella di avere la RESIDENZA IN TALE PROVINCIA da 6 anni, per limitare le “residenze ad hoc”.Inolte l’ordine della lista dei candidati non sarebbe scelta dal partito ma saranno le PREFERENZE a stabilire chi deve essere il PRIMO DEGLI ELETTI e chi, per aver preso pochi voti, non siederà in parlamento.In questo modo la rappresentanza sarebbe veramente sentita e un candidato che non rispetta le proprie promesse elettorali, non rappresenta in modo degno i propri elettori, cambia schieramento andando contro il volere popolare, non sarà rieletto!

SENATO DELLA REPUBBLICA

Per quanto riguarda il Senato il discorso è più complesso. Ci sono alcune scuole di pensiero che vogliono uguagliare il metodo d’elezione del Senato a quello della Camera. Togliere il premio di maggioranza su base regionale farebbe venir meno quella concezione del Senato come rappresentanza delle regioni. Comunque sia credo che la scelta dei Senatori su base regionale possa far bene alla democrazia e possa aumentare la rappresentanza anche se rischia di creare maggioranze instabili(vedi Prodi nel 2006).Lasciando invariato il pensiero che sta alla base dell’elezione del Senato sarebbe da aggiungere, anche in questo caso, un sistema di PREFERENZE. L’ordine dei possibili Senatori non viene scelto dal partito ma sono gli elettori di quel partito che decidono quale candidato è più competente e rappresentativo.Con queste due soluzioni sarebbero gli elettori a decidere chi è un degno rappresentante di un certo territorio e eviteremo di vedere candidato in una regione un politico di un’altra.

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Bilancio 2011. Investimenti 2011-2013. #ChiesinaUzzanese.

Bilancio 2011. Investimenti 2011-2013. #ChiesinaUzzanese.

Nell’ultimo Consiglio Comunale, quello del 21-12-2010, è stato approvato il Bilancio Previsionale del 2011 e il piano degli Investimenti triennali. Nonostante l’entrata diminuita di circa 100.000 € la spesa per il Sociale non è stata diminuita ma bensì aumentata.

Per il 2011, prevendendo un entrata per 200.000 € di oneri di urbanizzazione, si è stanziato:

– 30.000 per l’illuminazione pubblica

– 70.000 per la manutenzione straordinaria del patrimonio

– 100.000 per realizzare 2 parcheggi e migliorare la viabilità nel centro del paese

– 70.000 per la realizzazione delle opere cimiterialiI due parcheggi sono previsti al posto dell’ex-parcheggio del distributore IP situato nella zona adiacente alla Piazza Vittorio Emanuele II e al posto della rampa, ora inutilizzata, situata in Piazza Mazzini.

Questo un altro messaggio chiaro della nostra amministrazione che vuol far rivivere il paese e aumenta i posti auto disponibili per abitanti e non. Per quanto riguarda le opere cimiteriali sono partite di giro e quindi sono proventi di vendite cimiteriali che devono essere re-investite nel cimitero.

Per quanto riguarda il 2012 abbiamo previsto 250.000 € di entrate per oneri di urbanizzazione e gli investimenti sono ripartiti in :

– 50.000 per l’illuminazione pubblica

– 100.000 per la manutenzione straordinaria patrimonio

– 100.000 per la manutenzione stradale

– 100.000 per la realizzazione delle opere cimiteriali

– 300.000 € di mutuo per realizzare la nuova Biblioteca Comunale

Per il cimitero è lo stesso discorso del 2011, quello che proviene dal cimitero viene investito nel cimitero, mentre per gli altri investimenti è difficilmente preventivabile come saranno spesi dettagliatamente considerando che possono concretizzarsi delle emergenze irrimandabili. Importante è far notare che gli investimenti da anno ad anno aumentano e cioè significa una previsione di crescita del paese.Per quanto riguarda la nuova Biblioteca Comunale si prevede che la sua nuova collocazione sia quella della attuale Pubblica Assistenza, che come tutti sapete si sposterà in zona Parco Pertini.

La nuova biblioteca, all’avanguardia e innovativa, è un punto cardine del nostro programma e spero sia realizzata nei tempi del mandato.Per quanto riguarda il 2013 prevediamo un altro aumento delle entrate per oneri di urbanizzazione fino a 300.000 €In consiglio Comunale la minoranza ci ha accusato sia di spendere troppo che di spendere poco. Abbiamo intrapreso una strada che ci permette, grazie ad una oculata previsione, di poter investire sul territorio senza sfociare in spese folli. Per il 2012 sono previsti investimenti per un totale di 650.000 €, cifre paragonabili a un bilancio di Comune ben più grande del nostro. Il tempo ci darà ragione.

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Impianti Fotovoltaici. Ora il regolamento a #ChiesinaUzzanese.

Impianti Fotovoltaici. Ora il regolamento a #ChiesinaUzzanese.

Grazie al lavoro dell’assessore Benedetti, supportato dai Consigliere Comunali Gabbrielleschi, Guidi e Baldaccini, l’ufficio tecnico di Chiesina Uzzanese ha stilato un regolamento che può risultare utile a coloro che vogliano installare un impianto fotovoltaico su terreni agricoli.

A seguire il regolamento stesso adottato dopo la votazione in Consiglio il 21-12-2010:

Art. 1 – PremesseCon la Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, approvata in data 27 settembre 2001, la Comunità Europea ha delineato il quadro normativo comunitario sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità. Con tale atto legislativo, si è riconosciuta la priorità, a livello comunitario, della promozione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Sono considerate fonti rinnovabili le fonti rinnovabili non fossili (art. 2): eolica, solare, geotermica, moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di scarico, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.Successivamente, lo Stato Italiano, con l’approvazione del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n.387, ha dato attuazione alla citata Direttiva europea. Al comma 10 art. 12 il decreto 387/03 prevede l’approvazione in Conferenza unificata, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di linee guida per lo svolgimento del procedimento di autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e in particolare per assicurare un corretto inserimento degli impianti nel paesaggio, con specifico riguardo agli impianti eolici; tali linee guida sono state emanate con decreto del 10/09/2010 pubblicato in G.U. n°219 del 18/09/2010 entrate in vigore il 3/10/2010 e prevedono che le regioni adeguino le rispettive discipline entro novanta giorni e cioè entro il 01/01/2011.

Art. 2 – DefinizioniImpianto fotovoltaico: impianto costituito dall’insieme dei dispositivi atti a trasformare l’energia solare in energia elettrica, comprensivi dell’area di occupazione della superficie coperta dai moduli fotovoltaici, dei locali tecnici e delle opere accessorie o connesse quali cavidotti ed elettrodotti di collegamento, strade di servizio, opere di recinzione e impianti di sorveglianza.

Art. 3 – Ambito di applicazioneIl presente regolamento si applica agli impianti fotovoltaici realizzati in zone classificate agricole, in particolare per le zone classificate “E1” dallo strumento urbanistico vigente, di cui all’art.5.

Art. 4 – AutorizzazioniIl titolo abilitativo necessario alla realizzazione degli impianti fotovoltaici oggetto del seguente regolamento è stabilito dalla normativa nazionale e regionale attualmente in vigore.

Art. 5 – Aree idoneePremesso che le sole Regioni e Province autonome possono porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l’installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili come stabilito all’art 1.2 delle linee guida nazionali, in attesa che la regione stabilisca le aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici su terreno agricolo, il presente regolamento individua quali zone idonee quelle aventi tutte le seguenti caratteristiche:Zone classificate dall’attuale strumento urbanistico come “E1 – Aree ad agricoltura specializzata florovivaistica”.Zone con pericolosità idraulica inferiore a 4 in base al vigente Piano Strutturale.Zone non tutelate da vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142 del D.lgs. n°42 del 22/01/2004.

Art. 6 – Misure di salvaguardia e mitigazione a tutela della bio-diversitá e del paesaggio rurale.Considerate le caratteristiche del territorio e la necessità di tutelare il relativo paesaggio, nonché fatte salve le norme in materia di valutazione di impatto ambientale e di incidenza ambientale, la realizzazione di impianti di qualsiasi potenza nominale in aree tipizzate agricole dal vigente R.U., si intende subordinata al rispetto ed all’attuazione delle seguenti misure di salvaguardia e mitigazione:il limite massimo di copertura degli impianti non potrà essere superiore al 50% della superficie totale dell’area interessata dall’intervento, da calcolarsi secondo la proiezione ortogonale a terreno della superficie specchiante (superficie velica dei moduli fotovoltaici). La vegetazione insistente sul suolo dell’impianto deve essere decespugliata meccanicamente e, comunque, senza l’utilizzo di diserbanti;la superficie interessata dall’intervento dovrà essere delimitata da schermi verdi con piante autoctone (alberature, siepi, ecc.);gli scavi, i movimenti di terra e le eventuali fondazioni non potranno essere realizzati a una profondità >250 cm dal livello del terreno;l’altezza massima delle installazioni dell’impianto non potrà essere superiore a 220 cm. dal suolo;dovrà essere garantita una percentuale di copertura/sigillatura del terreno non superiore al 5% dell’area medesima; le infrastrutture (cabine elettriche), la viabilità e gli accessi indispensabili alla costruzione e all’esercizio dell’impianto dovranno essere esclusivamente quelle strettamente necessarie al funzionamento dell’impianto stesso e a tale scopo dimensionate; le infrastrutture di cui alla precedente lettera f) non possono avere altezza superiore a quella consentita per l’impianto stesso dall’art. 6, lett. d), del presente Regolamento, pari a 220 cm. dal suolo;la viabilità dovrà essere realizzata in materiale arido (“strade bianche”);distanza dalle strade e dai confini: come da Codice della Strada, Codice Civile e Regolamento Urbanistico vigenti.

Art. 7 – Dismissione degli impiantiAl termine della vita utile dell’impianto tutti i campi fotovoltaici – comprensivi di eventuali corpi o manufatti accessori – dovranno essere smantellati a cura e spese del titolare dell’impianto o, nel caso egli non provveda, del proprietario del terreno, con contestuale rimessa in pristino del sito entro un anno. Tale circostanza dovrà essere esplicitamente riportata nel titolo abilitativo. Il periodo di un anno è prorogabile, su istanza motivata dell’interessato, previa autorizzazione dell’autorità competenteIl titolare dell’impianto, o, eventualmente, il proprietario del terreno provvederanno allo smaltimento degli eventuali rifiuti speciali che scaturiscano dall’esercizio e dalla dismissione dell’impianto.Il termine della vita utile dell’impianto è dato dalla mancata funzionalità dell’impianto stesso, determinata dal permanere per un periodo di almeno sei mesi di una produzione elettrica inferiore al 20% della potenza originaria di picco. Tale circostanza deve essere comunicata al Comune entro un mese dal verificarsi della stessa. A partire dal 15° anno dal termine dell’installazione dell’impianto, il titolare è obbligato a produrre all’Amministrazione Comunale documentazione idonea a garantire la permanente funzionalità dell’impianto.L’omissione delle misure di smontaggio, smaltimento dei rifiuti e ripristino del sito nei termini di cui al presente Regolamento comporterà l’intervento sostitutivo dell’Amministrazione e l’applicazione delle sanzioni penali di cui al Decreto Legislativo 380/2001 e s.m.i.È fatta salva la possibilità per il titolare dell’impianto di procedere alla ristrutturazione dell’impianto, previo avvio dei procedimenti necessari.L’Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di chiedere idonea garanzia fideiussoria per garantire lo smontaggio dell’impianto, lo smaltimento dei rifiuti e il ripristino del sito.

Art. 8 – Atto d’obbligo.Il titolo abilitativo per la realizzazione degli impianti di cui al presente Regolamento è condizionato alla stipula di un atto d’obbligo unilaterale, registrato e trascritto, da parte del titolare dell’impianto e del proprietario del terreno finalizzato all’assunzione degli obblighi di cui al presente Regolamento, soprattutto per quanto concerne la rimozione dell’impianto, lo smaltimento dei rifiuti e il ripristino del sito di cui all’art. 7.

Art. 9 – Misure compensative.Ai sensi dell’Allegato 2 al D.M. 10 settembre 2010 (che contiene le “Linee Guida Nazionali” per il procedimento per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili) che fissa i criteri per la fissazione di misure compensative per l’installazione di impianti fotovoltaici il Comune di Chiesina Uzzanese adotta le linee di indirizzo secondo la tabella seguente, che è da intendersi come parte integrante del presente regolamento.Il soggetto proponente dovrà corrispondere, per una potenza elettrica da installare maggiore di 70Kw, i seguenti kw di potenza elettrica di benefit a favore del Comune di Chiesina Uzzanese, da realizzare propria cura e spese su proprietà comunale, secondo la schema seguente:Potenza elettrica installata dal richiedente Potenza elettrica dell’impianto da realizzare su proprietà comunaleFino a 70Kw esente>70Kw, fino a 150Kw 2 Kw>150Kw 1Kw ogni 50Kw, o frazione, installati dal richiedenteArt. 10 – SanzioniIl mancato rispetto delle prescrizioni di cui al presente Regolamento comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di € 500, prevista dall’art. 7 bis del Decreto Legislativo 267/2000 e s.m.i., qualora la fattispecie non sia già sanzionata da altre disposizioni di natura urbanistica, edilizia o ambientale.

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