#ChiesinaUzzanese. Petizione contro la chiusura delle stazioni.

#ChiesinaUzzanese. Petizione contro la chiusura delle stazioni.

Anche preso gli Uffici Comunali di Chiesina Uzzanese è possibile sottoscrivere la petizione popolare indirizzata al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, per far si che si eviti la chiusura di alcune piccole stazioni ferroviarie sulla tratta Lucca-Pistoia.

Oggetto: REVOCA della delibera della giunta regionale n° 859 del 1 ottobre 2012.

Vista la delibera della giunta regionale n° 859 del 1 ottobre 2012, secondo la quale viene decisa la chiusura delle stazioni di Serravalle Pistoiese, Borgo a Buggiano, Montecarlo, Porcari, Tassignano (Capannori), Nozzano (Lucca), Massarosa e la soppressione di 27 corse giornaliere nella tratta Lucca-Pistoia e 17 nella tratta Lucca-Viareggio, è nostra intenzione osteggiare tale scelta in modo determinato, fino alla revoca della suddetta delibera.

Qua sotto il mio pensiero espresso nel gruppo facebook da cui è nata la petizione, una riflessione ampia oltre il singolo caso:

“SENZA ENTRARE NELLO SPECIFICO DELLA SITUAZIONE TOSCANA CREDO CHE QUELLO CHE È SUCCESSO ALLE PICCOLE STAZIONE NELLA NOSTRA ZONA STIA ACCADENDO ANCHE IN ALTRE PARTI D’ITALIA.D’ALTRA PARTE PER TRENITALIA I TRENI REGIONALI SONO QUASI SEMPRE UN COSTO COPERTO DALL’INTROITO DELL’ALTA VELOCITÀ(MILANO-BOLOGNA-FIRENZE-ROMA-NAPOLI). ORA CHE PER FORTUNA LE TRATTE AD ALTA VELOCITA SONO STATE MINIMAMENTE APERTE AI PRIVATI, CON UN CONCRETO BENEFICIO ECONOMICO E DI SERVIZI PER I CITTADINI, TRENITALIA SARÀ CERTAMENTE IN DIFFICOLTÀ.FORSE UNA SOLUZIONE PER FAR RIMANERE IN VITA LE TRATTE REGIONALI E FAR SI CHE ANCHE CHI VIVE NEI PICCOLI CENTRI COME NOI POSSA MUOVERSI SENZA PRENDERE LA MACCHINA È QUELLA DI CHIEDERE UNA LIBERALIZZAZIONE DEL SETTORE.MI SEMBRA CHE LA MOBILITAZIONE SIA STATA TANTA PER LA CHIUSURA DI QUESTA STAZIONE E GLI STUDI MI INSEGNANO CHE QUANDO LA DOMANDA È TANTA CI SARÀ QUALCUNO CHE ORGANIZZERÀ L’OFFERTA, SEMPRE CHE GLI SIA CONSENTITO. QUA NE PARLA PARZIALMENTE HTTP://WWW.ILFOGLIO.IT/SOLOQUI/15367“

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Un movimento d’altri tempi.

Un movimento d’altri tempi.

Di partito non vogliono sentir parlare i militanti(ops! attivisti) del Movimento 5 Stelle ma nell’ultima tornata delle elezioni amministrative sono usciti alla ribalta nel panorama politico italiano riuscendo a catalizzare una bella somma voti come solitamente fanno i partiti, o meglio facevano.

Per i più sono una novità di questi ultimi mesi da quando Grillo è sempre sulle prime pagine dei giornali. Invece per chi segue la politica, soprattutto locale, non è successo niente di inaspettato. Bastava avere uno dei tanti attivisti fra gli amici di Facebook o fra i following di Twitter per essere al corrente che il MoVimento da parecchio lavora sul territorio come quasi nessun partito ancora fa.

Sta proprio qui il punto, lavorare sul territorio. Da qualche tempo a questa parte i partiti non riescono a presidiare il territorio come una volta affidandosi di volta in volta a personalità locali. Nel Nord la Lega è riuscita a creare un sentimento popolare che permette sempre molto attivismo, scandali permettendo, soprattutto quando c’è da fare opposizione. PdL e Pd rimangono vive solo in alcune parti di territorio italiano grazie a soggetti interni che non vogliono dimenticarsi troppo del passato, in altre invece alcuni parlamentari si esibiscono di tanto in tanto in conferenze pletoriche scarsamente partecipate. Anche gli altri partiti solo in alcune zone dove il loro consenso è particolarmente forte affidandosi per il resto al leader o all’ideologia.

Il Movimento 5 Stelle invece sta riuscendo, per quello ho osservato, a mobilitare di nuovo tanta gente con lo stesso fine degli altri partiti, amministrare. Tutto ciò non è deducibile dai risultati elettorali perchè il grande successo mediatico di Grillo ha certamente dato una mano alle varie liste sparse sul territorio alterando il vero consenso. Il Movimento è attivo sul territorio, riesce a coninvolgere i cittadini soprattutto chi ultimamente era lontanto dalla cosa pubblica e chi anche non se ne è mai avvicinato. Nessun interesse economico o l’appoggio di poteri forti, solo la volontà e la consapevolezza di poter cambiare realmente le cose.Ecco perchè lo considero un MoVimento di altri tempi.

Credo che lo scontro con la realtà amministrativa sarà un bello scossone per questo movimento. Si accorgeranno che tutto non si può fare, ci sono gli altri soggetti pubblici e privati con cui confrontarsi. La Lega a suo tempo si è adattata bene alle istituzioni dimostrando di poter trasformarsi da partito di lotta a partito di governo.Alcuni di questi esponenti del M5S ultimamente sono stati ospiti a varie trasmissioni televisive, Grillo permettendo, e ho notato molta ignoranza soprattutto nel funzionamento della macchina pubblica e nella reale attuazione degli obiettivi che si pongono.

Il loro programma mostra molti punti che io ritengo completamente assurdi in un paese del 2000 ma sono anche d’accordo che ognuno è libero di far sognare i propri elettori con utopie, impossible is nothing. Quello che mi preoccupa davvero è la mancanza concreta di conoscenza degli organi amministrativi, di come si tramuta l’idea in azione e di come rapportarsi con le altre forze politiche. Forse è proprio questo che manca al movimento per essere completo: persone che siano realmente capaci e competenti all’interno di una futura amministrazione e un programma che riesca a convincere con soluzioni concrete i cittadini. Non possono continuare a godere delle disgrazie altrui cavalcando il populismo contro i partiti a meno che non vogliano diventare come loro.

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Perché il finanziamento pubblico ai partiti?

Perché il finanziamento pubblico ai partiti?

In questo periodo parlare di finanziamenti pubblici ai partiti non è facile. O almeno se vuoi cercare minimamente di difenderli. La demagogia verso la classe politica è sempre stata sfruttata per ottenere consenso, la Lega e Grillo ne sono l’esempio lampante ma non ci sono solo loro.

Attaccare il potere funziona sempre, a qualsiasi livello e situazione. Questi sintomi di insofferenza verso chi governa sono iniziati a crescere da quando i partiti di massanon sono più riusciti a “controllare” i propri iscritti come è accaduto per tutta laprima repubblica con varie forme di metapolitica e fidelizzazione.

Gli ultimi eventi che hanno colpito l’establishment intorno ai partiti di tutte le estrazioni, da Penati a Belsito, passando per Formigoni, Vendola e Lusi, hanno dimostrato che dove si concentra il potere qualcosa proprio non va. Un fenomeno che va al di là della posizione in parlamento e non salva nessuno(o quasi, per qualcuno la legalità è sempre importante).

Inoltre questi episodi che fanno perdere fiducia in chi rappresenta i cittadini rischiano di minare anche il rapporto che in tante città esiste fra amministratori e amministrati. Si sa che in Italia si generalizza molto facilmente e potrebbero pagarne le conseguenze chi non ha assolutamente colpa.

Come risolvere la questione? Alfano, il segretario del partito a cui sono iscritto e che rappresento in consiglio comunale, ha dichiarato che dopo le amministrative di Maggio rivoluzionerà il partito fondandolo su finanziamenti privati. Anche la Lega e L’italia dei valori hanno dichiarato di rinunciare all’ultima tranche di finanziamento programmata per l’estate. Grillo invece si vanta di averli rifiutati da sempre, vedremo per quanto continuerà. Il PD, storicamente ed ideologicamente vicino al finanziamento pubblico della politica, per ora tergiversa.

Sinceramente un finanziamento esclusivamente privato non è che mi vada molto a genio. Pensare che tanti privati possano “possedere” una percentuale più o meno alta di un partito mi fa un po’ preoccupare, sempre che i partiti trovino chi li finanzia. Inoltre i partiti dovrebbero dimostrare che non ci sono conflitti di interessi fra chi li finanzia e chi, ad esempio, vince un bando dove il tale partito governa. Un problema vecchio ma non troppo.

Troppi dubbi e tanti problemi a cui trovo difficilmente una soluzione. Ad oggi giorno i cittadini vogliono sentirsi dire che i partiti non prenderanno più un euro ma non è così che si è responsabili. Non è abbassando il finanziamento che la fiducia nei partiti aumenta. Sono due binari completamente diversi. Anzi, ipoteticamente senza finanziamento alcuni partiti non esisterebbero neanche e, oltre la bassa qualità, ci sarebbe anche poca scelta.

I sondaggi parlano chiaro, molti di quelli che partecipano attivamente alla vita dei partiti non ha fiducia in essi. Un problema generalizzato che colpisce i militanti di tutti i partiti.

La Democrazia ha un costo. Questo è il punto di partenza.

Se vogliamo che siano sempre i cittadini a scegliersi il governante dobbiamo sostenere alcuni costi, “senza lilleri ‘un si lallera” dicono a Firenze. E’ evidente che in Italia abbiamo esagerato ma comunque sarei curioso di vedere e studiare un bilancio di un partito grande a livello nazionale per vedere quanti fondi avanzano.

Ipotizziamo qualche voce di spesa: 1 sede nazionale + 20 sedi regionali + 110 sedi provinciali e rispettivi personali di segreteria, parecchie sedi comunali sparse sul territorio, i manifesti per le campagne elettorali e non solo, il materiale per dotare le sedi e i vari circoli sul territorio, le feste organizzate per i militanti, i corsi di formazione, i comizi, il sito web, i gazebi, ecc ecc

Sono moltissime le spese che un partito ben organizzato sul territorio deve sostenere in un anno se ci pensate bene, anche se in realtà sono rimborsi elettorali che dovrebbero servire a coprire le spese elettorali.

Provo a ipotizzare una soluzione:

– Se la volontà del legislatore è quella di mantenere un qualche tipo di finanziamento va modificata la legge perchè è assurdo che lo Stato consegni fondi ad una associazione privata, come sono i partiti, per una finalità e vengono usati limpidamente per un’altra.

– Diminuire la quantità è fondamentale, hanno già iniziato a farlo ma non è ancora abbastanza, legando i fondi all’effettiva esistenza del partito, se si scioglie non deve ricevere neanche i rimborsi. Diminuire anche tutti i fondi per i gruppi parlamentari, sopratutto per quelli che fanno riferimento a partiti che già prendono un altro rimborso.

– Fare in modo che prima di ricevere i soldi i partiti debbano consegnare unarendicontazione di quanto speso. “Presento la fattura e mi vengono restituiti i soldi, controllando la veridicità della spesa” non so se questa formula è possibile ma un controllo del genere va fatto.

– Cercare di destinare direttamente parte dei fondi direttamente alle organizzazioni giovanili dei partiti che spesso operano sul territorio dovendosi autofinanziare o dovendo farsi aiutare da chi molte volte non lo fa volentieri.

– Redistribuire parte del finanziamento verso gli enti locali, anche quelli piccoli, dove non ci sono neanche i soldi per fare un volantinaggio. Se non si può obbligare un partito a far arrivare i fondi a qualsiasi Comune si può però prevedere che ognigruppo consiliare in Italia abbia una cifra decente da spendere in attività sulterritorio. Naturalmente sempre con controlli e senza esagerare nelle cifra ma se vogliamo far ripartire la macchina dello stato una delle prime mosse deve essere dare importanza ai piccoli centri.

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Se le elezioni fossero domani. #ChiesinaUzzanese.

Se le elezioni fossero domani. #ChiesinaUzzanese.

Domani non ci saranno le elezioni in Italia nè tantomeno a Chiesina Uzzanese, dove sono previste per il lontano 2014. L’amministrazione Comunale, della quale faccio parte, sta cercando per il più possibile di rispettare il programma elettorale anche se non sempre è possibile; imprevisti vari cambiano i progetti e le priorità.

Naturalmente se le elezioni fossero domani dovremmo fare un programma elettorale e stabilire delle priorità. Ho cercato di ipotizzare un programma elettorale con quelle che ritengo le priorità per il paese. Può darsi che alcune delle idee che elencherò siano realizzate prima della fine di questo mandato, cioè nei prossimi 2 anni e mezzo. Non ho nessuna volontà di criticare l’attività dell’amministrazione (anche perchè sarebbe un controsenso) ma voglio solo elencare cosa, secondo me, serve maggiormente al paese.

E’ impensabile che l’amministrazione possa spendere parte del suo bilancio per un campo sportivo nuovo ma certamente il sussidario del Bramalegno ha parecchie problematiche. Va sottolineato che per anni le condizioni del campo sportivo sono state ignorate dalle varie amministrazioni comunali che non si sono degnate di una manutenzione continua. Comunque con qualche aggiustamento qua e là la situazione potrebbe migliorare.

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La nostra amata piazza sta vivendo una situazione un po’ particolare. Attualmente è destinata per metà a parcheggio limitato ad un’ora e per l’altra metà a parcheggio per i residenti. Personalmente non ho ancora le idee chiare su come dovrebbe essere predisposta (infatti feci anche il sondaggio) ma certamente dovremo prendere la decisione migliore. Per quanto riguarda la ristrutturazione il fondo della piazza ha bisogno di una riguardata mentre il Monumento ai caduti e la facciata dello Xenodochio sono già stati risistemati.

Anche i Giardini pubblici dietro la piazza hanno bisogno di una ristrutturazione. Per anni sono stati lasciati in mano a giovani, e meno giovani, vandali paesani che li hanno ridotti come li vediamo tutti i giorni. E’ stato previsto di installare una videocamera che possa controllare la zona sia di giorno che di notte; a quel punto potremmo ristrutturare tutta la zona senza la paura di trovare qualcosa di rotto la mattina seguente.

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Certamente un punto debole del nostro paese è la struttura situata sulla circonvallazione davanti alla nuova sede della Pubblica Assistenza. Non ho idea a quanto possa ammontare un intervento per ristrutturarla e ancora meno ho idea di che cosa potrebbe diventare. Per questo ho aggiunto uno dei miei sondaggi alla quale qualcuno risponde.

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Per quanto mi riguarda la Capanna è la frazione che maggiormente soffre la sua posizione. Il collegamento con il centro del paese può avvenire quasi esclusivamente con un mezzo a motore visto la pericolosità della strada provinciale. Per questo secondo me servirebbe sia un marciapiede (sempre che ci siano i presupposti normativi per poterlo fare) che una pista ciclabile affiancata per fare si che i ciclisti e pedoni raggiungano il paese senza prendere la macchina e salvi.

Inoltre credo che il nostro paese necessiti di un Sito Internet maggiormente aggiornato ed innovativo. Attraverso il web dovremmo cercare di avvicinare all’amministrazione e agli uffici comunali coloro che non hanno tempo di farlo personalmente. Inoltre dovrebbe essere lo strumento chiave della partecipazione attiva della popolazione dato che siamo quasi nel 2012.

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10 mosse per cambiare il PDL.

10 mosse per cambiare il PDL.

E’ ovvio che questo PdL così come va non funziona. C’è chi(come me) lo diceva prima delle elezioni e chi se n’è accorto dopo gli scarsi risultati delle amministrative. Nei giorni successivi ai deludenti ballottaggi per il centrodestra qualcuno prevedeva una scissione di due anime che in alcune situazioni non si sono riuscite ad amalgamare in un partito unico.

Certamente emozionante ritornare ognuno “a casa propria” ma i nostri dirigenti nazionali hanno pensato(giustamente?) che non fosse la soluzione migliore e hanno optato per nominare(come di consueto) un segretario politico. Forse può essere una soluzione ma certamente io la vedo soltanto temporanea e non definitiva.

La spinta mediatica/politica di Berlusconi è evidentemente finita e un partito che si era basato maggiormente sulla sua leadership deve riuscire a ristrutturarsi e pensare che l’Italia c’è anche dopo il proprio presidente.Ecco secondo me come può rinascere il Popolo della Libertà:

1-CODICE ETICO

Prima di tutto il nostro partito necessita di persone pulite e con nessun interesse ad entrare in politica per fare affari o arricchiersi. Quindi dovremmo dotarci di un codice etico che prevede l’espulsione diretta per condannati e non permette l’ingresso nel partito a chi è già stato condannato

2-IL PARTITO E NIENT’ALTRO

Se il PdL è visto da tutti i propri militanti male organizzato è colpa, secondo me, anche di tutte quelle sigle che gli militano attorno. Naturalmente non credo che dabbano sparire ma sicuramente il loro ruolo deve essere ridimensionato. Dobbiamo avere la necessità di mettere in luce il partito e nient’altro. Le correnti sono secondo me la benzina di un partito, è giusto che si organizzino in associazioni ma il partito deve sempre avere i riflettori addosso

3-GIOVANE ITALIA

Un ruolo fondamentale deve essere giocato dalla Giovane Italia e in maggior modo dai giovani che sono nel partito. I giovani non devo essere candidati solo per far vedere che siamo un partito innovativo. I giovani devono essere inseriti nelle liste e bisogna permettergli di correre alle elezioni, con gli stessi mezzi degli altri, perchè sono la nuova spinta di un partito che sta nascendo. In tutte le province e i comuni bisogna dare spazio al movimento giovanile del PdL, premiando la militanza e il merito invece che i ragazzi che hanno famiglie “importanti”

4-TESSERAMENTO E CARTA DEI VALORI

Necessitiamo di un nuovo tesseramento che faccia sentire parte di un progetto chi decide di partecipare. Proprio per partecipare dobbiamo permettere a tutti di acquistare la tessera. Per fare questo basterebbe far pagare soltanto la cifra simbolica di 1 Euro per iscritto. Inoltre far sottoscrivere una carta dei valori sarebbe una buona scelta. Chi entra a far parte di un partito deve sapere quali sono i valori in cui esso si riconosce e deve rispettarne le regole

5-SEDI E LUOGHI DI RITROVO

I soldi ai partiti italiani che sono in Parlamento non mancano. Agli spropositati rimborsi elettorali si devono aggiungere tutti i finanziamenti esterni, le entrate per il tesseramento e le quote associative dei vari eletti a tutti i livelli. Questi fondi devono essere spesi per il partito e io credo che ogni comune italiano in cui è presente e attivo il PdL deve avere il necessario per fare politica sul territorio. Per questo ogni coordinamento comunale ha bisogno di una sede comunale dove fare politica e far vedere agli elettori che il partito è vicino alla gente

6-CONGRESSI A TUTTI I LIVELLI

In molti comuni italiani la classe dirigente del PdL non è molto amata dalla cittadinanza di centro destra e in alcuni casi anche dagli iscritti e dagli eletti. Per superare la logica 70-30 che tutti vogliono oltrepassare è necessario effettuare dei congressi. Non credo sia difficile organizzarli, basta solo la volontà. A partire dai Comuni, per passare alla Province e alle Regioni per arrivare poi ai livelli nazionali. Le varie anime all’interno del PdL si organizzeranno per dar vita a delle mozioni politiche che verrano presentate in ogni comune, provincia, regione e avranno i loro rappresentanti di riferimento a livello nazionale. Io non farei votare soltanto gli iscritti ma tutti coloro che si presenteranno nei seggi e decideranno di sottoscrivere la solita carta dei valori firmata dagli iscritti (della serie non è mai troppo tardi). Verranno eletti un coordinatore comunale, provinciale, regionale(senza vicari e vice perchè un partito forte si fa guidare da una persona solo e inoltre guidare un partito da solo è più facile da giudicare) e i vari coordinamenti a tutti i livelli che dovranno rispettare le percentuali riscontrate nelle urne. Anche a livello nazionale ci sarà una o più mozioni che dimostreranno di essere più radicate sul territorio rispetto ad altre e sempre rispettando le percentuali verrà composta un’assemblea

7-COORDINAMENTI COMUNALI E PROVINCIALI

I coordinamenti comunali e provinciali non devono essere eletti solo per “democrazia interna” ma bensì devono funzionare e anche bene. Sarà loro compito prendere le decisioni politiche a livello locale, mobilitare gli iscritti, sostenere gli eletti ed essere il tramite del partito nazionale. Il coordinatore regionale assumerà il compito di vigilare sui coordinamenti provinciali affinchè facciano il loro lavoro e in caso di inefficienza dovranno commissariare il coordinamento e indirre nuovi congressi solo a livello locale. Stessa questione per il coordinatore provinciale rispetto al coordinamento comunale. Anche i membri dello stesso coordinamento comunale/provinciale/regionale che non hanno più fiducia o non sono più allineati con il coordinatore che è stato eletto in congresso potranno chiedere le sue dimissioni indicendo nuovi congressi

8-DIREZIONE NAZIONALE e COMMISSIONI POLITICHE

Nei congressi si delineerà le percentuali di una direzione nazionale che dovrà dettare la linea del partito e le politiche da intraprendere. Credo che questa assemblea debba eleggere tre componenti che vigilino sui coordinamenti del Nord, Centro e Sud. Questi tre coordinatori faranno in modo che i coordinatori regionali facciano il proprio dovere e saranno il raccordo con la sfera nazionale. Le percentuali a livello nazionale delineeranno quale mozione sarà prevalente e così sarà automaticamente selezionato il nuovo Segretario(o presidente, chiamatelo come volete) del PdL. Quest’ultimo sarà ratificato dalla Direzione Nazionale ma sarà solo una formalità perchè essendo il rappresentante della maggiore componente del partito è normale che prenderà il consenso di una assemblea dove la maggioranza dei componenti fa capo alla sua leadership. Inoltre dovrebbero essere costituite delle Commissioni tematiche interne al partito delle quali dovranno esserne componenti personalità del partito di ogni livello. Queste Commissioni saranno tematicamente allineate con i Ministeri(Esteri, Interno, Difesa, Gisutizia, ecc) e in più una commissione che si occupa della propaganda, un’altrà del rapporto con gli eletti negli enti locali e altre commissioni simili

9-PRIMARIE

Nonostante sia uno strumento tipico del PD e del quale si vantano molto credo sia l’ora che anche noi iniziamo ad usare questo modo di selezione dei candidati. Assieme ai congressi servirà a rendere veramente democratico il nostro partito. A qualsiasi livello è giusto che i nostri iscritti scelgano il loro rappresentante da candidare. Una legittimazione dal basso aumenta le chanche della sua simpatia verso il proprio partito che non è sempre scontato data la selezione attuale. E’ vero che le primarie creano attrito all’interno del partito ma il candidato o i candidati che non vinceranno le primarie non saranno esclusi totalmente ma bensì dovranno appoggiare senza indugio il candidato vincente per far si che tutta la base sia unita.

10-ITALIANI E POLITICA

L’ultimo dei 10 punti che ho pensato per una rinascita del PdL poteva stare benissimo anche all’inizio di questa lista. Non ho deciso di metterlo in fondo a caso. Personalmente credo che i punti prima citati siano le fondamenta per costruire un buon partito e senza i quali si può anche smettere di credere in questo progetto. Il nostro partito deve tornare ad occuparsi degli Italiani e dei loro problemi praticando la Politica con la P maiuscola. Basta con i giudici, i giornali di sinistra e i bunga bunga. Nelle ultime tornate elettorali gli italiani ci hanno dato un chiaro segnale : vogliono un paese diverso. Noi non abbiamo fatto abbastanza per accontentare la gente e quindi dobbiamo capire che abbiamo sbagliato e cambiare qualcosa.

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38 anni fa bruciati vivi perché anticomunisti.

38 anni fa bruciati vivi perché anticomunisti.

38 anni fa, nel pieno degli anni di piombo, Stefano e Virgilio Mattei furoni bruciati vivi nella loro casa.Nessuna coincidenza o contocircuito. Quel rogo doveva avvenire in quella casa e così è avvenuto. I due ragazzi, 10 e 22 anni, morti bruciati nella loro abitazione erano figli di Mario Mattei, segretario della Sezione del Movimento Sociale Italiano di Primavalle.In quel periodo uccidere chi non adorava la falce e il martello era un’abitudine. Naturalmente i mandanti e gli esecutori di questo terribile omicidio non sono stati condannati e giustizia non è ancora stata fatta. Fra gli altri esecutori anche il “famoso” Achille Lollo, terrorista scappato alla giustizia che ha avuto anche il coraggio di dire che i Mattei si sono appiccati l’incendio da soli.

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