Giovani e Res Publica nella nostra Provincia.

Giovani e Res Publica nella nostra Provincia.

Dopo le uscite di Renzi “Il rottamatore” e di Berlusconi che ha dichiarato di voler lasciare il testimone ai giovani e non ai soliti esperti della politica mi sono fatto un giro nei vari siti dei comuni per vedere quanti “giovani” ricoprono cariche istituzionali nella nostra provincia.

Partendo dall’assemblea elettiva più grande, che poi elettiva non è perchè è il partito che nomina il collegio uninominale bloccato, rimango subito deluso.

In Provincia non c’è nè un consigliere nè un assessore Under 30. La colpa di ciò è interamente delle parti politiche che non hanno voluto dare fiducia ai giovani o gli hanno selezionati per collegi dove era impossibile vincere.

Passando agli assessori comunali i numeri non crescono molto di più. Su 133 presenti in tutta la provincia solo 9 quando sono stati nominati non superavano i 30 anni. Fra questi 7 sono del CentroSinistra e 2 del CentroDestra. Fra i più noti del CentroSinistra c’è il Vicesindaco di Montecatini Edoardo Fanucci, due assessori di Monsummano Volpe e Buccellato, e due ragazze assessore Alessandri di Massa e Nannini di Quarrata.

Per il CentroDestra invece sono presenti l’assessore di Pescia Stefano Cirrito e Puccinelli di Piteglio. Per quanto riguarda i Consiglieri Comunali su 328 solo 56 sono Under 30, un misero 17%. Fra questi, 35 sono di CentroSinistra e 21 di CentroDestra.

In numeri assoluti il CentroSinistra sembrerebbe dare più spazio ai giovani ma guardando le percentuali non risulta così. Amministrando 17 Comuni su 22 e anche la Provincia hanno a disposizione molti più posti in cui far eleggere i vari delfini. Osservando le percentuali su 113 Assessori vicini al PD solo 7 sono giovani (il 6,2%) mentre fra gli assessori giovani vicini a Berlusconi sono 2 su 29 (il 6,9%). Invece calcolando le percentuali di coloro che siedono solamente in Consiglio Comunale, dove è fondamentale essere eletti e non nominati, su 261 di CentroSinistra 35 sono under 30 (13,4%) mentre per il CentroDestra su 67 i giovani sono 21 (il 31%). Fra i Comuni meno vecchi sono presenti Abetone che su 13 eletti 4 sono Under 30, di cui uno è assessore, e Chiesina Uzzanese che fra i 17 Consiglieri Comunali ha 4 giovani.

Oltre la Provincia la maglia nera spetta a Marliana che in Consiglio Comunale fra le sue fila non ha neanche un Under 30.Nonostante dai numeri che ho presentato il PdL esce vincente, la mia considerazione non era politica e il mio scopo non era elogiare il mio partito. Finchè non si darà la possibilità a tanti giovani di partecipare concretamente nulla cambierà e gli under 30 avranno altri interessi.

I giovani non devono essere solo il braccio armato del partito, non devono servire solo a portare voti e tantomeno a fare demagogia nei confronti della “piazza”. Se vogliamo far avvicinare la cittadinanza alla Politica dobbiamo creare quel senso di legame che si instaura con il proprio rappresentante di riferimento, e nei nostri piccoli comuni l’unico modo è quello di selezionare giovani che non sono legati a strategie di partito o a interessi extra-amministrativi.

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Le preferenze, ecco perché le vorrei.

Le preferenze, ecco perché le vorrei.

Una piccola riflessione sulle preferenze.

Naturalmente non sono stato travolto da un’ondata di finismo ma in realtà credo veramente che le preferenze siano uno strumento necessario per la democrazia. Parto da alcune considerazioni elementari. Per me che vivo a Chiesina Uzzanese, provincia di Pistoia e quindi in Toscana la possibilità di scrivere il nome di un mio politico di riferimento è veramente rara, e questo avviene nelle elezioni Comunali e in quelle Europee. Sarà strano e anche una coincidenza ma spesso queste elezioni appena citate hanno la maggiore affluenza rispetto alle altre. Questo è uno dei motivi che mi spinge a considerare le preferenze uno strumento di partecipazione attiva dei cittadini alla politica. Se un cittadino sa di dover scrivere un nome su una scheda elettorale si informerà su chi è candidato e a chi vuole esprimere la propria fiducia. PARTECIPAZIONE

Tutto ciò le liste bloccate non lo permettono e il cittadino può solo scegliere un simbolo rispetto ad un altro; affida tutta la sua fiducia nelle mani del partito e spera che abbia scelto nella lista persone all’altezza e di fiducia. Lasciare tutto questo arduo compito ad un ufficio di presidenza può certamente non essere vantaggioso. Non sto criticando il mio partito per le scelte che ha fatto in questi ultimi anni per le elezioni ma sono anche sicuro che alcuni dei “nominati” sia in Provincia che in Parlamento, passando per la Regione, non sarebbero stati eletti se avessero dovuto cercare le preferenze. Anche le ultime fughe hanno ancora una volta dimostrato che non tutti sono attaccati al partito e se hanno un’opportunità migliore cambiano casacca. In questi casi le preferenze sarebbero un’arma per gli elettori che potrebbero decidere di testa loro a chi esprimere la loro fiducia, da chi sentirsi maggiormente rappresentati, a chi fare riferimento per un problema e infine scegliere di ri-votare solo chi si è comportato degnamente e che ha mantenuto ciò che aveva promesso. MERITO

Il metodo delle preferenze inoltre farebbe in modo che gli eletti in una data circoscrizione (sia a livello nazionale che locale) appartengano a quel luogo. Non è facile andare a chiedere voti a 300 km di distanza, ancor di più quando si parla un accento diverso. Facendo così si eliminerebbe la scelta del partito di inserire le proprie pedine dove sono meglio eleggibili e non dove conoscono il territorio, i problemi e gli elettori. Se vogliamo Meritocrazia nella scuola e in tutta la società civile dobbiamo essere i primi noi a dare l’esempio. Dobbiamo fare in modo che abbia l’opportunità chi merita e non chi conosce o ha una bella presenza. La cosa pubblica sarebbe molto più a contatto con i candidati e forse, conoscendoli meglio, si risolverebbero più problemi.TERRITORIO

Infine non poteva mancare un pensiero sugli under 35. Inserire le preferenze darebbe maggiori possibilità ai giovani di fare esperienza e di collaborare in un progetto. C’è molta differenza di apprendimento politico e di esperienza in un giovane che deve solamente fare un gazebo o partecipare a una cena invece che di un ragazzo che sta fra la gente e convince a scrivere un nome. Non necessariamente i giovani devono essere i candidati (anche se porterebbe un bel vento di novità) ma anche solamente appoggiare un candidato e “fargli la campagna elettorale” costituisce un momento di sacrificio e di attivismo nel quale l’impegno sarà massimo affinchè si produca il migliore dei risultati. Il contatto con la gente e con i loro problemi crescerebbe esponenzialmente e sappiamo tutti quanta fiducia e aspettative esistono nei confronti dei giovani dallla maggior parte della popolazione. GIOVANI

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