Contro le tasse evviva il privato.

Contro le tasse evviva il privato.

Qualche giorno fa ho letto sui giornali che il Comitato Acqua Bene Comune della Provincia di Pistoia ha inviato una lettera a tutti i candidati a Sindaco nelle prossime elezioni del 25 Maggio proponendo alcune battaglie. Naturalmente rispetto tutte le posizioni politiche ed è bene che siano espresse ma non nascondo che sono rimasto perplesso da quello che coloro propongono.

Innanzitutto propongono di ri-pubblicizzare la gestione dell’acqua come se ora fosse in mano ai tanto detestati privati. Ancora una volta si punta a far passare una notizia sbagliata perché Acque Spa, che gestisce l’acqua nella nostra zona, è controllata per il 55% dai Comuni attraverso Cerbaie Spa, Publiservizi Spa, Gea Spa, Aquapur Spa, Coad, mentre Chiesina Uzzanese e Crespina partecipano direttamente.

Questo basterebbe per dire che la gestione è pubblica ma c’è di più. Il restante 45% sarebbe il famigerato socio privato, ABAB Spa, che di privato ha solo la natura giuridica poiché è controllata dal Comune di Roma.

Ma la cosa che mi ha lasciato di stucco alla lettura della lettera è la loro ostinata volontà di statalizzare completamente le aziende dei servizi pubblici volendo quindi indirettamente alzare le tasse ai cittadini.

Queste due cose sono fortemente legate perché voler togliere la remunerazione del capitale investito dalle bollette significa privare i gestori dell’acqua di quella fonte sostanziale di denaro per coprire gli interessi sul denaro investito in infrastrutture. Se questa fonte manca dovranno essere i Comuni ad investire in ciò a meno che non si voglia lasciare tutto al degrado. Inoltre è sempre competenza dell’Aato, Agenzie di Ambito Territoriale Ottimale, formata da tutti i sindaci del bacino territoriale di riferimento decidere quali investimenti effettuare.

Quindi la soluzione di questo comitato sarebbe quella di statalizzare la gestione dell’acqua portando nei bilanci dei comuni delle enormi spese infrastrutturali a breve e lungo periodo aumentando quindi le tasse, al posto del costo delle bollette, ai cittadini e il potere politico in queste aziende.

Non voglio dire che quel poco di soci privati che fanno parte di Acque Spa, e delle altre aziende sparse in tutta Italia, non cerchino un qualche ritorno personale dalla partecipazione in queste aziende ma credo che attraverso il controllo dell’Aato questo può esser supervisionato.

Perché un cittadino comune si dovrebbe preoccupare di un privato, che ha dei vantaggi a gestire l’acqua, se a fine mese la bolletta sarà minore delle tasse che si sarebbero dovute pagare se il gestore fosse lo Stato?

Credo sinceramente che in questo periodo di crisi dove i cittadini sono tartassati dallo stato e la fiducia nella politica è sempre minore, proporre una gestione totalmente statale dell’acqua sia incomprensibile da chi conosce la questione. Certo, se poi si va dicendo che attualmente sono i privati che gestiscono l’acqua e ci fanno un sacco di soldi poi la gente ci crede…

Personalmente preferirei che lo stato non controllasse la gestione dell’acqua in maniera ambigua come ora, ma l’appaltasse a società totalmente private che, sotto il controllo di un ente regolatore, eroghi il servizio ai cittadini e si occupi della manutenzione e della creazione delle infrastrutture.

In questo momento dovremmo impedire l’aumento di nuove tasse e invece che statalizzare l’acqua sarebbe da vendere sul mercato le aziende partecipate dallo stato, dalle regioni e dagli enti locali per abbassare il debito pubblico.

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