Impianti Fotovoltaici. Ora il regolamento a #ChiesinaUzzanese.

Impianti Fotovoltaici. Ora il regolamento a #ChiesinaUzzanese.

Grazie al lavoro dell’assessore Benedetti, supportato dai Consigliere Comunali Gabbrielleschi, Guidi e Baldaccini, l’ufficio tecnico di Chiesina Uzzanese ha stilato un regolamento che può risultare utile a coloro che vogliano installare un impianto fotovoltaico su terreni agricoli.

A seguire il regolamento stesso adottato dopo la votazione in Consiglio il 21-12-2010:

Art. 1 – PremesseCon la Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, approvata in data 27 settembre 2001, la Comunità Europea ha delineato il quadro normativo comunitario sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità. Con tale atto legislativo, si è riconosciuta la priorità, a livello comunitario, della promozione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Sono considerate fonti rinnovabili le fonti rinnovabili non fossili (art. 2): eolica, solare, geotermica, moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di scarico, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.Successivamente, lo Stato Italiano, con l’approvazione del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n.387, ha dato attuazione alla citata Direttiva europea. Al comma 10 art. 12 il decreto 387/03 prevede l’approvazione in Conferenza unificata, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di linee guida per lo svolgimento del procedimento di autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e in particolare per assicurare un corretto inserimento degli impianti nel paesaggio, con specifico riguardo agli impianti eolici; tali linee guida sono state emanate con decreto del 10/09/2010 pubblicato in G.U. n°219 del 18/09/2010 entrate in vigore il 3/10/2010 e prevedono che le regioni adeguino le rispettive discipline entro novanta giorni e cioè entro il 01/01/2011.

Art. 2 – DefinizioniImpianto fotovoltaico: impianto costituito dall’insieme dei dispositivi atti a trasformare l’energia solare in energia elettrica, comprensivi dell’area di occupazione della superficie coperta dai moduli fotovoltaici, dei locali tecnici e delle opere accessorie o connesse quali cavidotti ed elettrodotti di collegamento, strade di servizio, opere di recinzione e impianti di sorveglianza.

Art. 3 – Ambito di applicazioneIl presente regolamento si applica agli impianti fotovoltaici realizzati in zone classificate agricole, in particolare per le zone classificate “E1” dallo strumento urbanistico vigente, di cui all’art.5.

Art. 4 – AutorizzazioniIl titolo abilitativo necessario alla realizzazione degli impianti fotovoltaici oggetto del seguente regolamento è stabilito dalla normativa nazionale e regionale attualmente in vigore.

Art. 5 – Aree idoneePremesso che le sole Regioni e Province autonome possono porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l’installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili come stabilito all’art 1.2 delle linee guida nazionali, in attesa che la regione stabilisca le aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici su terreno agricolo, il presente regolamento individua quali zone idonee quelle aventi tutte le seguenti caratteristiche:Zone classificate dall’attuale strumento urbanistico come “E1 – Aree ad agricoltura specializzata florovivaistica”.Zone con pericolosità idraulica inferiore a 4 in base al vigente Piano Strutturale.Zone non tutelate da vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142 del D.lgs. n°42 del 22/01/2004.

Art. 6 – Misure di salvaguardia e mitigazione a tutela della bio-diversitá e del paesaggio rurale.Considerate le caratteristiche del territorio e la necessità di tutelare il relativo paesaggio, nonché fatte salve le norme in materia di valutazione di impatto ambientale e di incidenza ambientale, la realizzazione di impianti di qualsiasi potenza nominale in aree tipizzate agricole dal vigente R.U., si intende subordinata al rispetto ed all’attuazione delle seguenti misure di salvaguardia e mitigazione:il limite massimo di copertura degli impianti non potrà essere superiore al 50% della superficie totale dell’area interessata dall’intervento, da calcolarsi secondo la proiezione ortogonale a terreno della superficie specchiante (superficie velica dei moduli fotovoltaici). La vegetazione insistente sul suolo dell’impianto deve essere decespugliata meccanicamente e, comunque, senza l’utilizzo di diserbanti;la superficie interessata dall’intervento dovrà essere delimitata da schermi verdi con piante autoctone (alberature, siepi, ecc.);gli scavi, i movimenti di terra e le eventuali fondazioni non potranno essere realizzati a una profondità >250 cm dal livello del terreno;l’altezza massima delle installazioni dell’impianto non potrà essere superiore a 220 cm. dal suolo;dovrà essere garantita una percentuale di copertura/sigillatura del terreno non superiore al 5% dell’area medesima; le infrastrutture (cabine elettriche), la viabilità e gli accessi indispensabili alla costruzione e all’esercizio dell’impianto dovranno essere esclusivamente quelle strettamente necessarie al funzionamento dell’impianto stesso e a tale scopo dimensionate; le infrastrutture di cui alla precedente lettera f) non possono avere altezza superiore a quella consentita per l’impianto stesso dall’art. 6, lett. d), del presente Regolamento, pari a 220 cm. dal suolo;la viabilità dovrà essere realizzata in materiale arido (“strade bianche”);distanza dalle strade e dai confini: come da Codice della Strada, Codice Civile e Regolamento Urbanistico vigenti.

Art. 7 – Dismissione degli impiantiAl termine della vita utile dell’impianto tutti i campi fotovoltaici – comprensivi di eventuali corpi o manufatti accessori – dovranno essere smantellati a cura e spese del titolare dell’impianto o, nel caso egli non provveda, del proprietario del terreno, con contestuale rimessa in pristino del sito entro un anno. Tale circostanza dovrà essere esplicitamente riportata nel titolo abilitativo. Il periodo di un anno è prorogabile, su istanza motivata dell’interessato, previa autorizzazione dell’autorità competenteIl titolare dell’impianto, o, eventualmente, il proprietario del terreno provvederanno allo smaltimento degli eventuali rifiuti speciali che scaturiscano dall’esercizio e dalla dismissione dell’impianto.Il termine della vita utile dell’impianto è dato dalla mancata funzionalità dell’impianto stesso, determinata dal permanere per un periodo di almeno sei mesi di una produzione elettrica inferiore al 20% della potenza originaria di picco. Tale circostanza deve essere comunicata al Comune entro un mese dal verificarsi della stessa. A partire dal 15° anno dal termine dell’installazione dell’impianto, il titolare è obbligato a produrre all’Amministrazione Comunale documentazione idonea a garantire la permanente funzionalità dell’impianto.L’omissione delle misure di smontaggio, smaltimento dei rifiuti e ripristino del sito nei termini di cui al presente Regolamento comporterà l’intervento sostitutivo dell’Amministrazione e l’applicazione delle sanzioni penali di cui al Decreto Legislativo 380/2001 e s.m.i.È fatta salva la possibilità per il titolare dell’impianto di procedere alla ristrutturazione dell’impianto, previo avvio dei procedimenti necessari.L’Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di chiedere idonea garanzia fideiussoria per garantire lo smontaggio dell’impianto, lo smaltimento dei rifiuti e il ripristino del sito.

Art. 8 – Atto d’obbligo.Il titolo abilitativo per la realizzazione degli impianti di cui al presente Regolamento è condizionato alla stipula di un atto d’obbligo unilaterale, registrato e trascritto, da parte del titolare dell’impianto e del proprietario del terreno finalizzato all’assunzione degli obblighi di cui al presente Regolamento, soprattutto per quanto concerne la rimozione dell’impianto, lo smaltimento dei rifiuti e il ripristino del sito di cui all’art. 7.

Art. 9 – Misure compensative.Ai sensi dell’Allegato 2 al D.M. 10 settembre 2010 (che contiene le “Linee Guida Nazionali” per il procedimento per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili) che fissa i criteri per la fissazione di misure compensative per l’installazione di impianti fotovoltaici il Comune di Chiesina Uzzanese adotta le linee di indirizzo secondo la tabella seguente, che è da intendersi come parte integrante del presente regolamento.Il soggetto proponente dovrà corrispondere, per una potenza elettrica da installare maggiore di 70Kw, i seguenti kw di potenza elettrica di benefit a favore del Comune di Chiesina Uzzanese, da realizzare propria cura e spese su proprietà comunale, secondo la schema seguente:Potenza elettrica installata dal richiedente Potenza elettrica dell’impianto da realizzare su proprietà comunaleFino a 70Kw esente>70Kw, fino a 150Kw 2 Kw>150Kw 1Kw ogni 50Kw, o frazione, installati dal richiedenteArt. 10 – SanzioniIl mancato rispetto delle prescrizioni di cui al presente Regolamento comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di € 500, prevista dall’art. 7 bis del Decreto Legislativo 267/2000 e s.m.i., qualora la fattispecie non sia già sanzionata da altre disposizioni di natura urbanistica, edilizia o ambientale.

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#ChiesinaUzzanese, inaugurazione Scuola Materna “Madre Teresa di Calcutta”.

#ChiesinaUzzanese, inaugurazione Scuola Materna “Madre Teresa di Calcutta”.

Stamani, 18 dicembre 2010, è stata inaugurato l’ampliamento della scuola materna di Capanna a Chiesina Uzzanese.

Il nuovo ampliamento oltre ad incrementare lo spazio per i bambini ha anche permesso la divisione fra le aule didattiche e il refettorio. Alla presenza del Sindaco, Marco Borgioli, dell’assessore alla pubblica istruzione, Fabrizio Magrini, della direttrice didattica sig.ra Gonnella, degli amministratori comunali, delle insegnanti della scuola e di molti intervenuti la nuova ala dell’asilo ha avuto la sua “benedizione”. A seguito dei conosciuti problemi avvenuti nel cantiere di lavoro e il conseguente blocco del lavori l’amministrazione ha dovuto impegnarsi maggiormente per riuscire a completare in linea con l’inizio delle attivita didattiche un’opera fondamentale per la cittadinanza. Il sindaco, nel suo breve discorso, ha affermato che non si è risparmiato neanche un euro per garantire ai bambini un posto accogliente, sicuro e al passo con i tempi. Anche le insegnanti e la direttrice erano entusiaste del lavoro effettuato per una scuola materna che diventa un fiore all’occhiello del nostro paese. Infine l’amministrazione, con l’approvazione anche del collegio docenti e del consiglio d’istituto, ha deciso di intitolare la scuola a Madre Teresa di Calcutta, una figura importante per i bambini e il loro insegnamento.

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Ricordare Liu Xiaobao, anche a #ChiesinaUzzanese.

Ricordare Liu Xiaobao, anche a #ChiesinaUzzanese.

Nel Consiglio Comunale di Lunedi prossimo ho presentato insieme ad altri Consiglieri un ordine del giorno il quale impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a ricordare i coniugi Liu e intraprendere iniziative possibili per la loro liberazione.

Abbiamo deciso di farlo perchè anche dalle realtà più piccole si trasmetta l’idea che la libertà di parola e pensiero sono fondamentali e necessarie per un sistema che si definisce democratico.

La tanto osannata potenza economica Cinese nega qualsiasi libertà e vieta ai dissidenti del regime di esprimere pubblicamente la loro battaglia.

Quest’anno il Nobel per la pace, dopo la criticabile scelta dell’anno passato, è stato assegnato proprio ad un ex-professore universitario di Filosofia Cinese che da anni si batte contro la dittatura rossa, LIU XIAOBAO.

Il Vincitore che si trova in carcere non è potuto andare a ricevere il premio e dal momento della proclamazione anche la casa della moglie è stata messa sotto controllo affinchè non potesse comunicare con l’esterno.

Il governo cinese per il giorno della premiazione ha inoltre censurato sul web tutti i riferimenti a quella premiazione(nobel, pace, sedia vuota, oslo, ecc), ha impedito di raggrupparsi in luoghi pubblici per evitare “festeggiamenti” e ha deciso di disertare la cerimonia, insieme alle forze mondiali che la appoggiano nella lotta anti-democratica.

Anche il Movimento Giovanile del PdL, la Giovane Italia, ha deciso di effettuare varie maniestazioni in tutta la penisola per celebrare il nobel a chi combatte per la libertà. Inoltre una delegazione di ragazzi si è recata ad Oslo ed ha manifestato proprio nel luogo in cui quelle due sedie destinate ai coniugi cinesi erano vuote.

A seguire il testo integrale dell’OdG:

OGGETTO: Liberazione di Liu Xaobo e Liu Xia.

PREMESSO CHE

– Liu Xaobo, 54 anni, cittadino cinese ed ex professore universitario di filosofia, vincitore del premio nobel per la pace, nel 1989 viene arrestato e incarcerato per aver partecipato allo sciopero della fame degli studenti cinesi;

– Liu Xiaobo, 54 anni, cittadino cinese ed ex professore universitario di filosofia, vincitore del premio nobel per la pace, nel 2009 e’ stato condannato a 11 anni di prigione per istigazione alla sovversione, “reo” di aver partecipato alla stesura di Carta08, un documento favorevole alla democrazia sottoscritto da migliaia di cittadini cinesi;

– Liu Xia, moglie di Liu Xiaobo, che ha dato al marito in carcere la notizia della vittoria del premio nobel per la pace, si trova agli arresti domiciliari, con le autorità che le impediscono contatti con l’esterno, pur non essendo stata accusata formalmente di alcun crimine, colpevole solamente di essere la moglie di un “sovversivo”;

VISTA

– la riprovevole questione della sorveglianza sui presunti “dissidenti”, che in Cina emerge in occasione di ogni avvenimento o anniversario che mettono il paese asiatico sotto i riflettori dell’opinione pubblica mondiale

CONSIDERATO CHE

– a Liu Xia potrebbe toccare la stessa sorte di altri familiari di dissidenti imprigionati; quella di rimanere sotto uno stretto controllo delle forze di sicurezza cinesi che impediscono loro di avere contatti con persone, ritenute dalle autorità cinese ”scomode”, come i giornalisti e i diplomatici stranieri.

IMPEGNA

La Giunta ed il Sindaco a sostenere qualsiasi iniziativa volta alla immediata ed incondizionata liberazione di Liu Xiaobo e di sua moglie Liu Xia e a garantire la piena incolumità dei loro familiari.

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Giovani e Res Publica nella nostra Provincia.

Giovani e Res Publica nella nostra Provincia.

Dopo le uscite di Renzi “Il rottamatore” e di Berlusconi che ha dichiarato di voler lasciare il testimone ai giovani e non ai soliti esperti della politica mi sono fatto un giro nei vari siti dei comuni per vedere quanti “giovani” ricoprono cariche istituzionali nella nostra provincia.

Partendo dall’assemblea elettiva più grande, che poi elettiva non è perchè è il partito che nomina il collegio uninominale bloccato, rimango subito deluso.

In Provincia non c’è nè un consigliere nè un assessore Under 30. La colpa di ciò è interamente delle parti politiche che non hanno voluto dare fiducia ai giovani o gli hanno selezionati per collegi dove era impossibile vincere.

Passando agli assessori comunali i numeri non crescono molto di più. Su 133 presenti in tutta la provincia solo 9 quando sono stati nominati non superavano i 30 anni. Fra questi 7 sono del CentroSinistra e 2 del CentroDestra. Fra i più noti del CentroSinistra c’è il Vicesindaco di Montecatini Edoardo Fanucci, due assessori di Monsummano Volpe e Buccellato, e due ragazze assessore Alessandri di Massa e Nannini di Quarrata.

Per il CentroDestra invece sono presenti l’assessore di Pescia Stefano Cirrito e Puccinelli di Piteglio. Per quanto riguarda i Consiglieri Comunali su 328 solo 56 sono Under 30, un misero 17%. Fra questi, 35 sono di CentroSinistra e 21 di CentroDestra.

In numeri assoluti il CentroSinistra sembrerebbe dare più spazio ai giovani ma guardando le percentuali non risulta così. Amministrando 17 Comuni su 22 e anche la Provincia hanno a disposizione molti più posti in cui far eleggere i vari delfini. Osservando le percentuali su 113 Assessori vicini al PD solo 7 sono giovani (il 6,2%) mentre fra gli assessori giovani vicini a Berlusconi sono 2 su 29 (il 6,9%). Invece calcolando le percentuali di coloro che siedono solamente in Consiglio Comunale, dove è fondamentale essere eletti e non nominati, su 261 di CentroSinistra 35 sono under 30 (13,4%) mentre per il CentroDestra su 67 i giovani sono 21 (il 31%). Fra i Comuni meno vecchi sono presenti Abetone che su 13 eletti 4 sono Under 30, di cui uno è assessore, e Chiesina Uzzanese che fra i 17 Consiglieri Comunali ha 4 giovani.

Oltre la Provincia la maglia nera spetta a Marliana che in Consiglio Comunale fra le sue fila non ha neanche un Under 30.Nonostante dai numeri che ho presentato il PdL esce vincente, la mia considerazione non era politica e il mio scopo non era elogiare il mio partito. Finchè non si darà la possibilità a tanti giovani di partecipare concretamente nulla cambierà e gli under 30 avranno altri interessi.

I giovani non devono essere solo il braccio armato del partito, non devono servire solo a portare voti e tantomeno a fare demagogia nei confronti della “piazza”. Se vogliamo far avvicinare la cittadinanza alla Politica dobbiamo creare quel senso di legame che si instaura con il proprio rappresentante di riferimento, e nei nostri piccoli comuni l’unico modo è quello di selezionare giovani che non sono legati a strategie di partito o a interessi extra-amministrativi.

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Le preferenze, ecco perché le vorrei.

Le preferenze, ecco perché le vorrei.

Una piccola riflessione sulle preferenze.

Naturalmente non sono stato travolto da un’ondata di finismo ma in realtà credo veramente che le preferenze siano uno strumento necessario per la democrazia. Parto da alcune considerazioni elementari. Per me che vivo a Chiesina Uzzanese, provincia di Pistoia e quindi in Toscana la possibilità di scrivere il nome di un mio politico di riferimento è veramente rara, e questo avviene nelle elezioni Comunali e in quelle Europee. Sarà strano e anche una coincidenza ma spesso queste elezioni appena citate hanno la maggiore affluenza rispetto alle altre. Questo è uno dei motivi che mi spinge a considerare le preferenze uno strumento di partecipazione attiva dei cittadini alla politica. Se un cittadino sa di dover scrivere un nome su una scheda elettorale si informerà su chi è candidato e a chi vuole esprimere la propria fiducia. PARTECIPAZIONE

Tutto ciò le liste bloccate non lo permettono e il cittadino può solo scegliere un simbolo rispetto ad un altro; affida tutta la sua fiducia nelle mani del partito e spera che abbia scelto nella lista persone all’altezza e di fiducia. Lasciare tutto questo arduo compito ad un ufficio di presidenza può certamente non essere vantaggioso. Non sto criticando il mio partito per le scelte che ha fatto in questi ultimi anni per le elezioni ma sono anche sicuro che alcuni dei “nominati” sia in Provincia che in Parlamento, passando per la Regione, non sarebbero stati eletti se avessero dovuto cercare le preferenze. Anche le ultime fughe hanno ancora una volta dimostrato che non tutti sono attaccati al partito e se hanno un’opportunità migliore cambiano casacca. In questi casi le preferenze sarebbero un’arma per gli elettori che potrebbero decidere di testa loro a chi esprimere la loro fiducia, da chi sentirsi maggiormente rappresentati, a chi fare riferimento per un problema e infine scegliere di ri-votare solo chi si è comportato degnamente e che ha mantenuto ciò che aveva promesso. MERITO

Il metodo delle preferenze inoltre farebbe in modo che gli eletti in una data circoscrizione (sia a livello nazionale che locale) appartengano a quel luogo. Non è facile andare a chiedere voti a 300 km di distanza, ancor di più quando si parla un accento diverso. Facendo così si eliminerebbe la scelta del partito di inserire le proprie pedine dove sono meglio eleggibili e non dove conoscono il territorio, i problemi e gli elettori. Se vogliamo Meritocrazia nella scuola e in tutta la società civile dobbiamo essere i primi noi a dare l’esempio. Dobbiamo fare in modo che abbia l’opportunità chi merita e non chi conosce o ha una bella presenza. La cosa pubblica sarebbe molto più a contatto con i candidati e forse, conoscendoli meglio, si risolverebbero più problemi.TERRITORIO

Infine non poteva mancare un pensiero sugli under 35. Inserire le preferenze darebbe maggiori possibilità ai giovani di fare esperienza e di collaborare in un progetto. C’è molta differenza di apprendimento politico e di esperienza in un giovane che deve solamente fare un gazebo o partecipare a una cena invece che di un ragazzo che sta fra la gente e convince a scrivere un nome. Non necessariamente i giovani devono essere i candidati (anche se porterebbe un bel vento di novità) ma anche solamente appoggiare un candidato e “fargli la campagna elettorale” costituisce un momento di sacrificio e di attivismo nel quale l’impegno sarà massimo affinchè si produca il migliore dei risultati. Il contatto con la gente e con i loro problemi crescerebbe esponenzialmente e sappiamo tutti quanta fiducia e aspettative esistono nei confronti dei giovani dallla maggior parte della popolazione. GIOVANI

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